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Il caso delle tariffe per la mensa scolastica a Lodi, ovvero quando la lotta paga!

(a cura della Redazione)

Nella terza sessione del Convegno si parlerà della lotta nata dalla volontà di contrastare la decisione del Consiglio Comunale di Lodi di far pagare alle ed ai cittadini extra-comunitari la retta massima per la fruizione di alcuni servizi pubblici.
Una lotta vincente che ha costretto il Comune a ritornare sui propri passi.
Una lotta solidale portata avanti insieme da migranti e native/i, dalle famiglie interessate ma anche da quelle che ritenevano ingiusta la norma approvata dal Comune anche se non le riguardava direttamente.
Una lotta al femminile che ha visto in prima fila donne di diversa provenienza geografica unite e determinate nell’affermazione dei diritti di tutte e di tutti.

Ecco in sintesi la vicenda.

1)Il 4 ottobre 2017 il Consiglio comunale di Lodi ha approvato la modifica del Regolamento per l’accesso alle prestazioni sociali agevolate, inserendo all’articolo 8 un comma in cui si chiede ai cittadini extra-comunitari che necessitano di accedere alle prestazioni sociali agevolate per i servizi a domanda individuale (mensa, scuolabus, pre e post scuola, asili nido) di farsi rilasciare da un consolato o un’ambasciata una certificazione che attesti “i redditi ed i beni immobili o mobili registrati” posseduti all’estero, nonché la composizione del nucleo familiare, certificazione che deve essere “corredata di traduzione in italiano legalizzata dall’Autorità consolare italiana che ne attesti la conformità”. L’ottenimento di tutti questi documenti è, tranne in casi eccezionali, impossibile.
Infatti, su 259 domande ricevuti dagli uffici comunali al 7/9/2018 (per mensa + asili nido + scuolabus + pre-post scuola), sono state accettate solo 5, mentre ne sono state rifiutate 254 per la mancanza dei documenti suddetti. Le famiglie sarebbero state quindi costrette a pagare la tariffa massima dei servizi, che nella maggioranza dei casi non avrebbero potuto permettersi.

2) Quanto fatto dal Comune di Lodi era un atto discriminatorio che contrastava con quanto previsto dal DPCM 5.12.13 n. 159 (“Regolamento concernente la revisione delle modalità di determinazione e i campi di applicazione dell’Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE)”) , cioè la norma di riferimento per capire quali certificati devono essere richiesti per accedere ai servizi. Il DPCM prevede che le componenti reddituali sono “autodichiarate dal dichiarante” senza alcuna distinzione tra cittadini italiani e stranieri.

3) Il 24 aprile 2018 due associazioni di Milano (Associazione degli Studi Giuridici sull’Immigrazione e NAGA) hanno presentato un ricorso al Tribunale di Milano, un “Azione civile contro la discriminazione”, in cui si chiede di accertare e dichiarare il carattere discriminatorio della condotta tenuta dal Comune di Lodi nei confronti dei cittadini non-UE. Le minoranze consiliari (Pd, liste civiche di centrosinistra, Lista Lodi Comune Solidale, Lista Cominetti, Lista 110&Lodi, Movimento Cinque Stelle), hanno sostenuto il ricorso.

4) Il 12 settembre 2018 un centinaio di genitori che non sono riuscite a produrre i certificati richiesti, e che quindi sarebbero tenuti a pagare la retta massima per scuolabus, mensa, e asili nido, hanno deciso di ricorrere ad una forma di protesta estrema, non portando i figli a scuola. Più di 130 bambini non sono stati a scuola per i primi tre giorni di scuola.
Il 14 settembre questa famiglie hanno organizzato un presidio di protesta davanti al comune di Lodi dalle 18.30 alle 20.30. Il 14 settembre è stato costituito il Coordinamento Uguali Doveri ed è partita la campagna di raccolta fondi “colmiamo la differenza” per sostenere le famiglie che non avrebbero potuto pagare le rette. Sono state organizzate, inoltre, molte iniziative di protesta che hanno visto un’ampia partecipazione delle e dei cittadini.

5) Il 13 dicembre 2018 il Tribunale di Milano ha condannato Comune di Lodi per aver discriminato i bambini stranieri che chiedevano l’iscrizione al servizio di mensa scolastica. Il giudice Nicola Di Plotti ha ordinato al Comune di Lodi di “modificare il ‘Regolamento per l’accesso alle prestazioni sociali agevolate’ in modo da consentire ai cittadini non appartenenti all’Unione Europea di presentare la domanda di accesso a prestazioni sociali agevolate mediante la presentazione dell’Isee alle stesse condizioni previste per i cittadini italiani e dell’Unione Europea in generale”.